Il medium è il selvaggio

In uno dei racconti di La chiave a stella, Primo Levi descrive un bizzarro processo all’interno di un paese arabo, in cui l’imputato è accusato di avere causato un danno economico alla parte lesa facendogli il malocchio. Il giudice gestisce il caso con grande equilibiro, e alla fine condanna l’imputato a un risarcimento che sembra perfettamente equo… se si crede che una cosa come il malocchio esista. Il protagonista Faussone guarda alla storia con tutta la sua superioritàdi tecnico orgoglioso della propria cultura scientifica, però poi non se la sente di giudicare: chissà come appariranno strane a loro certe usanze nostre…
Ecco, mi è tornato in mente quel racconto quando ho letto questa notizia. Viene il dubbio che trent’anni siano trascorsi in senso contrario. Se allora si poteva guardare alla superstizione come a un vestigio del passato in via di progressiva scomparsa, oggi accettiamo tranquillamente che in un’importante indagine di polizia si chieda l’assistenza degli spiriti dell’aldilà.
Quando leggo notizie di questo tipo, spero sempre che ci sia qualcosa sotto. Per esempio, c’è chi dice che la famosa seduta spiritica in cui numerosi notabili democristiani cercarono di scoprire dove fosse Aldo Moro rapito dalle Brigate Rosse fosse in realtà una messinscena per consentire a chi conosceva informazioni riservate di renderle note senza esporsi (e spero, oh come lo spero, che sia davvero così, perché odierei essere costretto a dare il mio voto per governare l’Italia a uno che, con tutta la sua scienza economica e politica, andava a interrogare l’oltretomba credendo veramente di poter parlare coi defunti!). E quindi spero che i poliziotti sappiano benissimo che la medium è una ciarlatana, ma magari sperino che lei si faccia tramite di informazioni ottenute tramite qualche contatto segreto. Sarà. Ma purtroppo ci credo poco.

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