"Ci si dovrebbe accoppiare a vita, come i piccioni e i cattolici"

piccionePremetto: io del terribile Sanremo non ho visto neppure un secondo: non mi interessa. Però, a festival concluso, mi è venuta voglia di ascoltare la canzone vincitrice. Questo perché mi era capitato di ascoltare la precedente canzone di Povia, "I bambini fanno oh", e mi aveva colpito.
Intendiamoci, non è che sia un brano imprescindibile, un capolavoro. E rasenta pericolosamente la melensaggine. Però a me era piaciuto. Intanto il tema, per quanto banale, era condivisibile: chi di noi non si è intenerito di fronte ai discorsi dei bambini? Ma, soprattutto, la canzone mi sembrava fresca: senza sperimentalismi, ma con una melodia piacevole ma non facile, e un ritmo tutto suo. Mi ero detto: teniamolo d’occhio, questo Povia.
Ebbene, l’ho tenuto d’occhio, e avrei preferito non farlo. Questa "Vorrei avere il becco" che ha vinto il festival è una vera schifezza. Per cominciare, melodia e soprattutto ritmo sono banali, niente a che vedere con "I bambini…". Poi c’è questa cosa del verso del piccione, che a me dà sui nervi: i suddetti volatili ("Lumpenpennuti", li definiva Calvino) non mi stanno simpatici. Ma soprattutto, è il testo che fa cadere le palle. Dico: come si fa a scrivere una canzone che incita espressamente a volare basso, ad accontentarsi, a non inseguire i sogni? Potrà anche essere giusto è conveniente per la maggior parte di noi, ma scriverlo in una canzone?!? Che razza di mondo è quello in cui le canzoni, invece che cantare i sogni, incitano a farne a meno? È un segno dei tempi, uno dei tanti, che mi inquieta.

P.S.: Cinque punti-vanamonde a chi indovina per primo la provenienza della citazione nel titolo.

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Commenti

  1. idiotaignorante

    Già odiavo Povia ai tempi dei bambini che fanno “oh” (in quel periodo, il mio personaggio storico preferito era Erode), adesso mi attivo personalmente per terminarlo. Daro’ l’indirizzo di casa sua a Predator, probabilmente.

  2. blackorwhite

    Anche a me piaceva “I bambini fanno oh”. Certo niente di eccezionale ma era carina e soprattutto originale. Questa di adesso ancora non l’ho ascoltata bene. Certo che i piccioni sono tra gli animali più schifosi che esistono… cacano dappertutto, sporcano le nostre città e portano malattie. E lo dice una che si considera animalista… Comunque ascolterò bene il testo.

    Ciau!

  3. utente anonimo

    Credevo che la citazione fosse da Woman di John Lennon. Concordo pienamente con la tristezza del messaggio insito nella canzone di Povia, che ho avuto la sfortuna di sentire alla stazione della Metro.

    Questo nuova ondata di terrore per i piccioni invece mi fa tornare in mente l’angosciante racconto ‘Il piccione’ di Suskind. Non c’èra già abbastanza paranoia in giro?

    Sab

  4. utente anonimo

    Ho notato solo ora che questo post non ha il titolo! After All era quello del post successivo… Mi sono persa qualcosa?

    Sab

  5. Bloggoloist

    Per quel che vale, avevo indovinato subito anch’io, anche se per puro caso.

    Ho visto il primo tempo di Manhattan per la prima volta giusto ieri, al corso di inglese, in lingua originale coi sottotitoli, e quella frase mi è rimasta particolarmente impressa, proprio in quanto mi ha ricordato l’orrida schifezza di cui parli nel post.

    Quando si dice le coincidenze…

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