Come funziona la musica

Da persona profondamente interessata alla musica, ma priva di un’educazione musicale regolare, mi sono sempre chiesto quali motivi stiano alla base della bellezza di un brano musicale. La cosa più frustrante è che, tanto più mi sono impadronito dei tecnicismi del sapere musicale, tanto più arbitrario ha continuato a sembrarmi tutto il sistema. Il fatto è che i libri per l’insegnamento della musica solitamente spiegano i fondamenti di quest’arte in modo apodittico, dando per scontato che le cose stiano come sono. Gli accordi si costruiscono per sovrapposizione di terze. E perché non di quarte o di quinte? La sensibile tende spontaneamente alla tonica. E che vuol dire? Gli intervalli del temperamento equabile differiscono da quelli “giusti”. E che cosa rende “giusti” quelli giusti?
Solo con molta fatica sono riuscito a farmi un’idea di come veramente funzionino le cose, e del perché le scale, i modi e gli accordi siano costruiti in un certo modo (un grosso aiuto me l’ha dato la lettura dell’interessante saggio Armonia celeste e dodecafonia di Andrea Frova). Magari avessi avuto prima per le mani questo eccellente libro di John Powell, di cui ho eseguito la revisione tecnica per conto di Salani, e che è davvero un testo utilissimo per chiunque voglia capire un po’ meglio Come funziona la musica.
Il bello del modo di esporre di Powell è l’assenza di qualsiasi paludamento. Il professore britannico parla di tutta la musica, e non si fa alcun problema a usare canzoncine infantili per spiegare i concetti di base di melodia e armonia, o a mescolare Beethoven, Björk e Benny Goodman nei suoi esempi. Le sue spiegazioni sono sempre rigorose ed equilibrate, senza semplificazioni eccessive o tecnicismi inutili, e soprattutto intrise di un delizioso humor inglese che rende gradevoli anche i passaggi più complicati.
In Come funziona la musica qualunque domanda trova risposte esaurienti. Cosa sono note, ritmo, scale, accordi e armonie, come funzionano gli strumenti musicali, ma anche dubbi di altro genere, tipo: cosa significa la nomenclatura dei brani di musica classica? Esistono strumenti più facili o più difficili da suonare? Come ci si comporta in una sala da concerto? Che differenza c’è tra un CD e un MP3? E così via. Il libro funziona ugualmente bene per il principiante assoluto e per chi già ha dimestichezza con la musica. L’unico requisito e essere disposti ad affrontare un po’ di matematica elementare.

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7 risposte a “Come funziona la musica

  1. Mi hai convinta, l’ho comprato ieri e iniziato a leggere

  2. L’ho preso anche io ieri, ti faro’ sapere.
    ciao
    L’antico

    • Devo dire che sono sorpreso di quante persone hanno comprato il libro dopo aver letto questa recensione. E dalla casa editrice mi fanno sapere che il libro sta andando benissimo. Si vede che di un libro così si sentiva il bisogno. Meno male, perché ha avuto una gestazione davvero complicata, e sono contento di aver potuto contribuire al “parto”. 🙂

  3. Ciao Marco, toglimi una curiosita’, cosa fa esattamente un revisore tecnico? In teoria il libro avrebbe gia’ dovuto essere sottopsto a revisione tecnica sulla pubblicazione, no?
    Ciao
    L’Antico

    • La revisione avviene sulla traduzione.
      In primo luogo per evitare che vengano introdotti errori. In questo caso il traduttore sapeva il fatto suo, ma quattro occhi sono comunque meglio di due, specie nel caso di un libro specialistico come questo.
      Per questo libro in particolare, poi, c’era il problema di rendere il testo sempre accessibile per il pubblico italiano. Per esempio, un gran numero di esempi nell’originale si basa su una canzoncina per bambini, Baa baa black sheep, che qui da noi nessuno saprebbe canticchiare (anche se il caso ha voluto che, poco dopo che ho terminato il lavoro, Sky ne abbia fatto la colonna sonora di un suo spot). Perché gli esempi fossero efficaci occorreva rifarli usando una canzoncina nota in Italia, e che si prestasse, dal punto di vista del ritmo, della melodia e dell’armonia, a spiegare gli stessi concetti. La soluzione che ho trovato (Brilla, brilla stellina) mi soddisfa fino a un certo punto, ma credo sia comunque un miglioramento rispetto a lasciare l’originale. Un lavoro che ho fatto rimanendo in contatto con l’autore, e producendo anche gli spartiti necessari per le illustrazioni.
      Quindi: un revisore tencico serve quando un libro è molto specialistico, e redazione e traduttore potrebbero non avere tutte le competenze necessare per evitare errori o per adattare il libro alle esigenze editoriali italiane.

  4. Ho terminato la lettura del libro, devo convenire che e’ ben fatto e riesce ad essere efficace nella divulgazione dei concetti. Non sarebbe stato meglio corredarlo con un CD di esempi, per aggiungere ancora maggiore fruibilita’? L’autore e’ simpatico nelle battute, e non risulta pesante nemmeno quelle 2-3 volte in cui inserisce una battuta scontata. Sicuramente da consigliare ad un neofita della musica.

    • Mi fa piacere che ti sia piaciuto. Il CD non c’era nell’originale, e comunque credo che avrebbe aggiunto parecchio al costo del libro. Oggigiorno semmai si usa creare un sito web contenente gli esempi musicali, ma in questo caso non è stato fatto.

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