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La mia prima cache!

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Da qualche tempo a questa parte mi sto interessando al geocaching. Si tratta di una simpaticissima e moderna variante della caccia al tesoro. il succo è questo: qualcuno si reca in un luogo qualsiasi, ma possibilmente di qualche interesse storico o paesaggistico, e ci nasconde una cache, cioè un contenitore segreto contenente un piccolo registro cartaceo e qualche oggettino che costituisce il "tesoro". Poi pubblica sul sito web ufficiale del gioco le coordinate geografiche esatte del nascondiglio, e una descrizione. Chiunque desideri può prendere un GPS, recarsi alle coordinate in questione, e cercare la cache. Se riesce a trovarla, può firmare il registro incluso, e può anche prendersi uno degli oggettini contenuti come ricordo (ma dovrebbe lasciare qualcosa in cambio). Poi può registrare ufficialmente sul sito l’avvenuto ritrovamento. Ci possono essere altre complicazioni, enigmi e via dicendo, ma il succo è questo. Il bello del gioco non è la competizione per trovare più cache degli altri, ma lo stimolo a visitare con attenzione luoghi che altrimenti non si sarebbero presi in considerazione.
Io ho cominciato la mia attività di geocacher a Milano città: inutile andare lontano, quando a pochi passi da casa ci sono una trentina di cache. Ammetto che le mie prime due ricerche sono andate a vuoto. Ma la terza… ebbene sì, sotto la Torre Velasca ho trovato la mia prima cache. Perfettamente mimetizzata, un contenitore magnetico dipinto in modo da risultare praticamente invisibile, pur essendo in piena vista. Devo dire di aver provato una gioia quasi infantile nel reperimento: mi sono sentito tanto "agente segreto" a trovare quel tesoro che mi aspettava in un angolo alquanto desolato di un luogo frequentatissimo, all’insaputa di tutti.
Credo proprio che questo gioco mi abbia preso. Alla prossima pausa pranzo vado a cercare una cache vicina al luogo di lavoro, alla Conca dei Navigli…

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Gioco: Citadels

CitadelsHo finalmente trovato il tempo di provare Citadels, gioco da tavolo ricevuto in regalo qualche tempo fa. È di origine tedesca, e in effetti ha notevoli somiglianze con il classico Puerto Rico: anche qui a ogni turno ciascun giocatore sceglie un ruolo diverso (in questo caso, essendo l’atmosfera fantasy-medioevaleggiante, la scelta è tra assassino, ladro, mago, re, vescovo, mercante, architetto, condottiero). E anche qui lo scopo finale è acquistare un numero di edifici sufficiente a completare la propria città. La meccanica di gioco però è molto più semplice e accessibile, non c’è un tavoliere (solo carte e gettoni-monete), e possono partecipare fino a 7 giocatori. Soprattutto, la scelta del ruolo qui non è palese ma segreta, e buona parte del gioco consiste nell’indovinare la scelta fatta dagli avversari per contrastarla. Può capitare quindi di avere estrema necessità di assumere un ruolo, ma di non poterlo scegliere per la certezza che se lo facessimo saremmo derubati o assassinati prima di sfruttarlo…
Il gioco è decisamente appassionante, dà l’impressione di permettere un notevole livello di strategia e di risultare divertente anche dopo molte partite. L’edizione italiana include anche un’espansione facoltativa che aggiunge nuovi edifici e nuove carte; non l’ho ancora provata.

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