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Pregiudizi

Bolzano - Estate 2007 075Quest’anno ho passato le vacanze nella città dove sono cresciuto, Bolzano (quello che vedete è il Rosengarten visto dalle vicinanze del ponte Talvera, quasi al centro della città).
Non mi dilungo a dirvi delle Weizenbier e Schnaps che mi sono scolato e dei Knödel e Würstel che mi sono mangiato (camminate invece poco o nulla, causa moglie che quest’anno ha voluto emulare il professore degli X-Men, e non per i poteri mentali).
Vorrei però dirvi della colossale gentilezza e disponibilità della gente del posto. Cominciando dalla signora che gestisce il ristorante/pensione ad alta quota che frequentavamo, che dopo due volte che ci vai ti tratta come un frequentatore abituale e viene a fare due chiacchiere e a informarsi su come vanno le cose, per finire con l’anziana macellaia che incontro due volte l’anno per spendere pochi euro di specialità locali, ma che ogni volta mi saluta come se fossi un parente da lungo tempo perduto (questa volta è persino corsa fuori dal negozio per stringere la mano a mia moglie, rimasta lì perché in sedia a rotelle).
Vi racconto tutto questo anche perché perlomeno i tre quarti degli italiani che conosco e che sono stati a Bolzano mi hanno detto con assoluta convinzione di essere stati maltrattati in quanto, appunto, italiani. Eppure io ho vissuto lì 20 anni, continuo a tornarci da altri venti, e non ricordo di alcun negozio o locale che  mi abbia dato il sospetto di volermi discriminare. E sì che non ho la faccia del tedesco, e non parlo bene la lingua.
Credo che si tratti semplicemente di questo: la maggior parte degli italiani non si rende conto che quasi tutti gli abitanti della provincia di Bolzano, pur abitando in Italia, sono tedeschi: hanno sempre parlato tedesco, in casa e fuori, e parlano italiano solo per lavoro. Per questo motivo a volte capiscono male. Basta ripetere, o spiegarsi con parole più semplici, e si ottiene tutto quello che si vuole. Se invece si parte dal presupposto che, siccome siamo in Italia, tutti devono capire l’italiano perfettamente, e se non lo fanno si ha diritto irritarsi e mostrarsi offesi, beh, allora è chiaro che nascono problemi.
Al penultimo giorno di vacanza, al bar accanto alla stazione della funivia di Soprabolzano, ho trovato una vespa morta in fondo al mio (peraltro delizioso) Eischokolade. Incidente antipatico, ma che può capitare. Però chissà: se non mi fossi già seduto nello stesso locale decine di volte in precedenza, con piena soddisfazione, forse anch’io ora avrei da raccontare la mia storia sugli orribili dispetti che i tedeschi di laggiù fanno agli italiani.

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Un paese moderno

In questo momento mi trovo nella hall dell’hotel Crowne Plaza di Malpensa, dove devo pernottare perché domani mattina prima dell’alba devo fare il check-in in aeroporto per un viaggio di lavoro. L’hotel è stato costruito pochi mesi fa e, nella pubblicità, si vanta di essere un luogo supermoderno per businessmen e congressmen. Però quando gli ho chiesto se era possibile avere un computer con Office e una porta USB, mi hanno guardato come se gli avessi chiesto se per colazione potevano servirmi delle lingue di iguana, però cucinate alla maniera vietnamita, mi raccomando. Meno male che poi il computer c’era. Aggiungo che per telefonare bisogna uscire in cortile, perché all’interno dell’edificio non c’è campo alcuno. E non c’è nemmeno un bancomat.

Sul computer ho fatto una scoperta interessante. Nella cronologia, il primo della lettera "a" è www.accompagnatricionline.com, il primo della "b" è www.bacididonna.com, il primo della "c" è www.cercoamicivip.com, e così via.

Un vero specchio del paese.

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I bambini del Cairo

Ho aggiunto un altro breve set di fotografie su Flickr, tratto dal mio viaggio in Egitto.

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Dove Sile e Cagnan s'accompagna

Ho inserito su Flickr alcune foto scattate a Treviso.

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