"Solo" 17 anni

Leggo che c’è chi dice che l’ex brigatista arrestato a Siena per rapina abbia ricevuto i benefici troppo presto, dopo "solo" 17 anni. Sinceramente mi sembrano dichiarazioni prive di senso. diciassette anni sono un periodo di tempo lunghissimo, in particolare se privati della libertà. Non ha senso dire che sono troppo pochi: se una persona non cambia in 17 anni, allora non sono sufficienti neppure 25 o 50.
Bisognerebbe capire una volta per tutte che, se si parte dal principio che la pena deve riabilitare il condannato, allora bisogna concedergli una possibilità dopo un ragionevole periodo di buona condotta. E, se si decide che questa possibilità va concessa, allora ci saranno sempre dei casi in cui la fiducia si rivela malriposta. I magistrati non possono entrare nella testa delle persone, non si può evitare che un carcerato che all’interno del carcere si è comportata bene decida ditornare a delinquere una volta fuori. E’ semplicemente un rischio che bisogna correre e accettare, se si vuole dare ai condannati la possibilità di redimersi.
Oppure decidiamo che non vogliamo fidarci, e che non ci devono essere benefici e sconti di pena per nessuno. Ma allora diciamolo chiaramente, ed evitiamo questi discorsi del troppo e del poco, che non hanno alcun senso.

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9 risposte a “"Solo" 17 anni

  1. Per come e’ fatto il carcere adesso, tutto e’ tranne che riabilitativo, per cui chi dice il contrario lo fa con la faccia tosta di chi predica bene ma razzola male. Hai ragione tu e ha ragione chi si “incazza” perche’ si fanno sconti di pena.

    +1

    L’Antico

  2. E’ un principio di civiltà giuridica. Ormai dobbiamo credere al valore riabilitivo dell’espiazione della pena. Se no torniamo alle forche e chi s’è visto s’è visto. Questo sistema preferisce correre il rischio di (si spera) poche recidividità di qualcuno che togliere ai molti il diritto di reintegrarsi nella società. Che poi il sistema sia sottodimensionato e male attrezzato per questo ruolo è anche vero. Ma io alla legge del taglion non credo.

  3. Pagare prima (persone innocenti che finiscono in carcere e ci stanno fino alla fine) o dopo (persone colpevoli che escono anticipatamente) sono le falle dei due sistemi (punitivo e riabilitativo rispettivamente), e a mio modesto parere hanno la stessa incidenza di “danno”. Senza prendere in esame quale soluzione sarebbe migliore dal punto di vista della “civilta’” (anche non solo giuridica), purtroppo la realta’ e’ che il carcere italiano (quantomeno nella stragrande maggioranza dei carceri italiani) non e’ riabilitativo, poiche’ non fa nulla di attivo per riabilitare il detenuto, per cui avere un sistema giudiziario improntato alla riabilitazione stride fortemente con la realta’ di un detenuto che, rimesso in liberta’, non e’ di fatto riabilitato. E questo genera un danno maggiore rispetto a quello fisiologico associato alla scelta di fondo riabilitativa, che tu giustamente evidenzi.

    L’Antico

  4. Bah…da quel che leggo gli anni erano poi 25. Il tipo comunque, sarà stato riacciuffato per rapina ma era dentro per aver partecipato a 6 omicidi. Condannato all’ergastolo. Se li merita tutti.

    Anche fossero 17 anni…se fai uscire uno così dopo 15 anni per chi ruba un’auto cosa gli dai? Una pacca sulla spalla?;-)

    Sono d’accordo sul fatto che il carcere non sia rieducativo. O meglio, se uno esce “rieducato” è solo merito suo.

    Penso funzioni così un po’ dappertutto però.

    Saluti

    UbiGabriele

  5. Non ci devono essere benefici e sconti di pena per nessuno (la pena deve essere scontata in toto, anche per l’ergastolo). Lo dico chiaramente ed ho sempre evitato discorsi “buonisti”

    Ciao Piergennaro

    PS Io ero venuto sul blog perchè speravo di leggere dei Police

  6. Beh, anche i Police non hanno visto la luce per oltre vent’anni. Chissa’ che efferato crimine avevano commesso!

    Ma hanno avuto uno sconto di pena o no?

  7. Adesso il commento serio.

    Lo sconto di pena a volte e’ giusto: non si puo’ sapere a priori, quando la pena viene comminata, quanto tempo occorrera’ esattamente per la riabilitazione di un detenuto. Piuttosto che comminare una pena di durata breve o media ed allungarla in corso ([i]Signor Rossi, dopo questi cinque anni di carcere, anche se non ha commesso nuovi crimini, non mi sembra molto convinto, percio’ adesso se ne fa altri due[/i]), mi sembra meglio stabilire la durata massima della pena, dando la certezza del ritorno alla vita libera entro una data stabilita – se altri crimini non sono commessi, o vecchi crimini scoperti – e poi accorciare la pena se e come opportuno.

  8. Haymar: c’è da aggiungere una cosettina a tutto il grande ululare al rigurdo. La statistica di recidiva sui carcerati che ricevono sconti di pena, è, come è stato detto e ripetuto ma pochissimo pubblicizzato, molto ma molto piu’ bassa di quelli che scontano tutta la pena. Si urla tanto su 1 che in semiliberta’ fa una rapine rispetto alle centinaia a cui questo non solo non succede , ma succederebbe se non avesse ro i suddetti sconti. Ci sarebbero da fare anche un sacco di discorsi su cosa è veramente la semilibertà (nome che da spesso idee sbagliate) e su cosa significa davvero stare in galera, ma sarebbe troppo lungo. Tutto ‘sto allarme sicurezza è piu’ che altro isterismo di massa.

  9. Scusate il ritardo nelle risposte.

    L’Antico: Anche ammettendo che il carcere non svolga la propria funzione riabilitativa, bisognerebbe comunque vedere quanti di coloro che ricevo no sconti di pena riescono a rientrare nella società e quanti invece li usano per tornare a delinquere, fare scandalo su un singolo caso non serve a molto.

    Emanuele: OK. 🙂

    UbiGabriele: Diciamo innanzitutto che la persona in questione non aveva finito di scontare la pena, era in semilibertà: tornava in carcere tutte le notti.

    In ogni caso, se a un uomo di 57 anni che ne ha passati 17 in carcere non dai una possibilità, allora quando?

    Piergennaro: La tua è una posizione coerente. Ovviamente non sono d’accordo. 🙂

    Banderuola: Non sono sicuro di aver capito, non credo sia possibile allungare una pena in corso, a meno che tu non commetta altri reati.

    Haymar: Mi pare che tu abbia centrato il problema principale. Per valutare i benefici e i danni causati dalla legge Gozzini occorre conoscere le statistiche, e non montare un singolo caso.

    Saluti a tutti! 🙂

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