Viva la rana!

Pare che Bolzano sia in subbuglio a causa di una rana crocifissa. Si tratta di una scultura del defunto artista Martin Kippenberger, esposta al Museion, il museo di arte moderna di Bolzano, in occasione dell’apertura della nuova sede. Vari politici locali si sono pronunciati contro l’opera, e l’opposizione va crescendo con l’avvicinarsi della visita del Papa a Bolzano.
In passato ho espresso delle riserve riguardo alla libertà di esercitare la blasfemia in nome dell’arte: pur essendo ateo e fautore della massima libertà di parola, credo che ci siano modi migliori dell’insulto gratuito al sentimento religioso altrui per criticare la religione.
Tuttavia non mi sembra proprio che questo sia il caso. L’interpretazione ufficiale dell’opera è che l’autore abbia voluto rappresentare gli altoatesini, che si proclamano molto religiosi ma in realtà sono dediti all’alcool e alla bestemmia. Quindi in realtà non si tratta affatto di un’opera contro la religione, bensì di una critica a chi tradisce la propria. E, in ogni caso, la rana crocefissa può scioccare o sorprendere, ma non contraddice o ridicolizza alcun dogma cristiano.
Mi sembra quindi che le proteste dei poltici locali esprimano soprattutto un provincialismo estremo. Sottolineato del resto dalla frase attribuita a una di loro, "Qui non siamo a New York". Per l’appunto: e se ne vantano. Sono orgogliosi della loro grettezza. Ed è davvero paradossale che questa gente abbia speso cifre enormi per costruire un faraonico museo, con tanto di ponte-scultura sul torrente Talvera per accedervi, ma poi già alla prima mostra non sia capace di tollerare l’arte che vi viene esposta. Una situazione davvero simbolica dei tempi in cui viviamo.
E, parlando di crocefissi, giunge a proposito la notizia che il goberno Zapatero, in Spagna, sta facendo tutto il possibile per eliminare ogni simbologia cattolica da edifici e cerimonie pubblici, in primis proprio i crocefissi che ancora adornano aule ed edifici statali. Un atto che sembrerebbe del tutto automatico una volta che è stata abolita la religione di stato e sancito il principio che tutte le confessioni sono uguali di fronte allo Stato, e quindi nessuna va privilegiata. Eppure in Italia, a più 60 anni dalla promulgazione della Costituzione, e a quasi 20 anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che conferma la fine della religione di Stato, i crocefissi sono inamovibili. Peggio: praticamente nessuno li vuole rimuovere. È una battaglia che viene lasciata ai radicali, o addirittura a provocatori estremisti del calibro di Adel Smith. La distanza culturale che ci separa dal resto d’Europa si sta facendo abissale.
Perciò viva la rana, mi auguro che resti dov’è e che faccia gli sberleffi al Papa quando arriva.

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Commenti

  1. Banderuola

    Mi leggi nel pensiero? Stavo per mandarti una mail per sapere se avresti scritto della rana (perche’ altoatesino, ma non solo).

    Sono pienamente d’accordo con te.

    L’offesa qui sta nell’occhio di chi si offende,… o meglio, di chi si vuole offendere.

    Secondo me a Bolzano molti politici e varie persone pubbliche stanno facendo finta di offendersi, per far “bella figura” con l’elettorato locale; allo stesso tempo, fanno una misera figura con il resto del mondo, ma tanto i Newyorkesi non votano per le elezioni altoatesine.

    In un mondo – secondo me – ideale, queste proteste non ci sarebbero; in un mondo – secondo me – quasi ideale, il Papa troncherebbe queste scemenze con mezza parola, magari invitando gli “offesi” a bere e bestemmiare meno (mettendosi dalla parte della povera rana!).

    Nel mondo reale, il Papa ha la gola secca per tutte le scempiaggini che spara sull’uso del preservativo; non credo abbia fiato per pronunciarsi su questa vicenda,… ne’ voglia: ritengo lascera’ che la censura venga operata da parte della “manovalanza” locale.

    Un segnale di speranza da alcuni giovani bolzanini, i quali, secondo la stampa su rete, si sono fatti fare tatuaggi della rana. A me i tatuaggi non piacciono, ma se trovo un poster della rana crocifissa, prometto di comprarlo.

  2. utente anonimo

    D’accordo sul discorso della rana.

    Non penso però che alll’abolizione della religione di stato debba conseguire l'”obbligo” di levare i simboli religiosi dagli edifici pubblici.

    Se chi ci lavora è contento di tenerli li deve togliere per forza?

    Se qualcuno si sentirà così offeso e turbato dalla visione di simboli religiosi nel mio luogo pubblico di lavoro allora lo farà presente e si valuterà se toglierlo.

    Ma quello che mi interessa sapere è se esiste un obbligo.

    Ciao

    Celebrimbor

  3. Vanamonde

    Fascino: Speriamo che non tocchi solo a figli e nipoti.

    Banderuola: In effetti a me la rana non dispiace, in casa la appenderei volentieri: non è sicuramente più scioccante o più verde dell’Incredibile Hulk che ho in cucina. 🙂

    Credo che al Papa della rana importerebbe meno di zero, se questa non fosse, come tante altre, un occasione per esercitare il potere.

    Emanuele Manco: 😀 In effetti c’è una notevole somiglianza! Se ai piedi della croce ci fosse Miss Piggy, allora si che sarebbe blasfema!

    Celebrimbor: Il tuo mi sembra un discorso totalmente privo di senso. I simboli che si espongono negli edifici pubblici non dipendono dal consenso degli impiegati. Se nelle aule delle scuole e dei tribunali ci sono crocifissi è per precise disposizioni dei relativi ministeri, che non sono mai state revocate. In ogni caso, gli edifici pubblici sono di tutti, non solo degli impiegati, e quindi il fatto che questi siano contenti o meno non importa nulla. Una volta stabilito che lo stato non favorisce alcuna religione, il principio va fatto rispettare. Pretendere che sia io a dovermi prendere l’onere di aprire una discussione per ogni edificio pubblico in cui entro significa voler prevaricare.

  4. Celebrimbor

    Sì, hai ragione, sarebbe assurdo. Non penso ci sia però desiderio di prevaricare. E’ solo un retaggio che forse non da così fastidio come si pensa. La legge però è legge, certo.

  5. utente anonimo

    l’opera d’arte di Martin Kippenberger,il Cristo anfibio umanizzato al nuovo Museo d’Arte Moderna di Bolzano ha sollevato molte polemiche, che sia un’opera sfacciata, dissacrante, sconvolgente è pur vero ma non più della versione donna del Cristo crocifisso…provate a collegarvi a questo link……

    ke mi dite?

    si tratta di un opera molto forte e significativa che racchiude l’espressione di un artista che vive un conflitto interiore profondo

    attendo vostri commenti….

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