Terrorismo, giustizialismo e cattivo giornalismo

Cesare BattistiOggi è stato arrestato lo scrittore ed ex-terrorista Cesare Battisti. Se non vi ricordate chi è, leggendo sia il Corriere, sia la Repubblica, troverete scritto che "è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise e d’appello di Milano per aver personalmente ucciso il gioielliere Torreggiani, ferito suo figlio oggi paraplegico, per l’omicidio di un maresciallo degli agenti di custodia, Santoro, e di un agente della Digos, Campagna".
Fa specie innanzitutto notare che il testo è quasi identico su ambedue i quotidiani on-line, i quali si rifanno probabilmente alla stessa fonte, probabilmente un comunicato ANSA. Ma il punto è un altro, e cioè che alcune di queste affermazioni NON SONO VERE. Come si può verificare facilmente anche in rete, per esempio consultando Wikipedia, Battisti non fu condannato per aver personalmente ucciso Torreggiani, ma solo per essere l’ideatore dell’omicidio, che fu eseguito materialmente da altri. Quanto al figlio, fu addirittura vittima dei proiettili sparati dallo stesso Torreggiani.
Dettagli, dirà qualcuno, Battisti è stato conndannato per tanti reati, che differenza fa uno in più o uno in meno? Ma non è così. Battisti non ha mai negato di essere stato membro dei Proletari Armati per il Comunismo, né se n’è mai dissociato. Ha però sostenuto che gli sono stati attribuiti reati commessi da altri, mentre veniva processato in contumacia, unicamente in base a testimonianze prive di sufficienti riscontri. All’epoca in cui fu concessa l’estradizione, ci furono roventi polemiche riguardo al fatto che le riscostruzioni pubblicate da alcuni quotidiani attribuivano a Battisti l’esecuzione materiale di delitti ben al di là delle risultanze processuali. Ed è sconfortante vedere come tali polemiche siano serviti a meno che niente, visto che i principali quotidiani italiani, quando si tratta di spiegare ai lettori chi sia Battisti, non trovano di meglio che riportare ambedue lo stesso testo scorretto e fazioso.
All’epoca dell’estradizione non firmai la petizione a favore di Battisti. Anche se è sicuramente vero che fu condannato in modo discutibile e poco ortodosso, si tratta comunque di un membro di un’organizzazione terroristica che ha commesso crimini particolarmente odiosi, da cui non si è mai dissociato, e che si è sottratto alla giustizia con un’evasione. Mi ripugnava, quindi, dargli una mano. Tuttavia ora mi pento di non averlo fatto. Se questo è un esempio della superficialità con cui è stato giudicato colpevole, allora davvero nulla di buono potrà venire dal suo forzato rientro in Italia.

Renato CurcioColgo l’occasione per occuparmi di un altro evento riguardante il tema degli ex-terroristi. Ieri Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse, mentre stava presentando un suo libro intitolato Il carcere speciale a Napoli nel corso di una fiera, è stato contestato da alcuni esponenti locali di AN che volevano impedirgli di parlare e invocavano per lui il carcere a vita.
Sinceramente mi pare che l’episodio non abbia giustificazioni. Ho avuto occasione di leggere il primo libro di Curcio, L’Azienda Totale, e si tratta di uno studio serio, che non ha nulla a che vedere con il terrorismo. Curcio ha scontato fino in fondo la sua pena, una ventina d’anni di carcere, che non sono pochi. E’ vero, non si è dissociato dal terrorismo, ma questi sono affari suoi. L’autocritica obbligata è propria del maoismo, non di una democrazia. Una persona che ha pagato il suo debito con la società dovrebbe essere considerata riabilitata e libera di fare ciò che più le piace, incluso esprimere la propria opinione e scrivere libri. Certo, ci sono considerazioni di opportunità e di rispetto per le vittime, ma non è questo il caso di Curcio, che non va in televisione a raccontare come ha ammazzato qualcuno, e non va esaltando la propria esperienza di terrorista. Si occupa d’altro, scrivendo libri. Penso che ne abbia il diritto, e che tentare di impedirlgielo sia un gestom né più né meno, fascista.

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10 risposte a “Terrorismo, giustizialismo e cattivo giornalismo

  1. “E’ vero, non si è dissociato dal terrorismo, ma questi sono affari suoi.”

    ah, ecco.

    Io non mi sono mai dissociato da Josip Tito, vedi tu, e mi chiedo come mai ci siano tutti questi terroristi VIVI in giro. Ma sono affari miei, right?

    Uriel

  2. Ho cercato per un po’ di trovare un significato in questo post, ma non ci sono riuscito.

    Quindi non so cosa rispondere.

  3. La chiave di tutto è “ah, ecco”. Lo sta scrivendo dappertutto.

  4. Su Curcio sono totalmente d’accordo con te perchè, conforme alle proprie idee e al proprio attivismo, ha scelto comunque di restare nel suo Paese e di “pagare i conti”. Fatto questo continua a presentare le sue idee, adesso in modo civile. Su Battisti ho grosse difficoltà invece… L’impressione è che dopo la lotta sia scappato per non rendere conto delle proprie azioni. E se n’è andato a spasso tra Francia e Copacabana tra cocktail e spiagge cristalline… non so, mi sembra che alla fine si sia fatto i cavoli suoi e tanti saluti alla sua ideologia.

  5. Guarda, io non voglio sicuramente fare di Battisti un eroe. Non so come sia come scrittore (i suoi romanzi non li ho letti). Sicuramente è uno che ha cercato di sfuggire alle sue responsabilità. Purtroppo il processo sommario che gli fu fatto negli anni di piombo ha impedito, probabilmente per sempre, che sull’ampiezza di quelle responsabilità fosse tolto ogni dubbio.

    Ciò non toglie che io trovi scandalosa la superficialità dei giornali che hanno pubblicato dati non corretti su una questione sulla quale si è dibattuto fino alla nausea. Per inciso, le edizioni successive degli articoli riportano, correttamente, che Battisti fu condannato come “responsabile” del delitto Torreggiani, e non per averlo eseguito “personalmente”. Quasi mi pento di avere inviato e-mail (rimaste senza risposta) a Corriere e Repubblica. Sarebbe stato interessante vedere se senza la mia protesta avrebbero perseverato nell’errore…

  6. D’accordo con te, ovviamente, sulla superficialità di molti giornalisti. Mi permetto però di spezzare una lancia non solo in favore di chi ti deve scrivere il flash d’agenzia in mezzo secondo, magari senza aver mai sentito parlare della questione (che è sicuramente stata seguita con più passione in Francia che in Italia, anche se con altrettanta poca cognizione di causa). La spezzo anche in favore di chi cerca informazioni e non le trova. Su Battisti è stato detto tutto e il contrario di tutto. Una mia collega che, ti assicuro, è una delle persone più scrupolose che conosco, e che oltre tutto ha una storia di militanza politica e quindi di conoscenza di certi argomenti, dovendo scrivere il pezzo su Battisti si è trovata in difficoltà, perché non sapeva più a chi dare affidabilità. Tra l’altro, la nota di Wikipedia, che non so se sia la stessa che tu linki che quindi sarebbe stata successivamente emendata, quando l’ha consultata lei portava un disclaimer che diceva che quella voce era in corso di riscrittura perché chi l’aveva scritta l’aveva fatto in modo parziale e tendenzioso. Insomma, un bel ginepraio.

    Quanto a Battisti, mi sembra di pensarla più o meno come te: ieri, a un francese che tuonava contro la connivenza fra Stato francese e italiano, contro il tradimento della dottrina Mitterrand e così via, ho risposto: “A me non interessa se Battisti è colpevole o innocente. Per me è solo un vigliacco”.

  7. Su Curcio sono d’accordo con te (meno sulla giustizia, dovrebbe essere all’ergastolo, ma visto che per lo stato ha pagato, ha tutto il diritto di fare quello che gli pare). Su Battisti, mi dispiace ma non posso avere nessun rispetto per chi scappa all’estero, lasciando tra l’altro tanti “compagni” in difficoltà, e poi si lamenta perchè ha avuto un processo in contumacia. Possono esserci stati degli errori nei giornali (non è la prima volta), ma non cambiano la sostanza.

  8. Per Falena: D’accordo sul non scagliare la prima pietra, tutti commettiamo errori, eccetera, però io, più che prendermela con l’anonimo estensore del flash, me la prendo con le redazioni dei giornali nel loro insieme. Come tu stessa dici, il caso Battisti è intricato e delicatissimo. E allora possibile che la redazione di un grande giornale non abbia approntato un dossier sul tema a disposizione dei redattori per evitare di scrivere cazzate?

    Quanto alla dottrina Mitterrand, secondo me i francesi avrebbero ragione di irritarsi per un voltafaccia su una questione del genere. Un Paese dovrebbe mantenere la parola data. (Questa questione, ovviamente, non riguarda gli italiani.)

    Per l’anonimo: (Ma costa tanto mettere una sigla, tanto per capire se ci siamo già parlati in passato?) Ripeto ancora che non intendo passare per un sostenitore di Battisti. Tuttavia obiettività ed equità dovrebbero valere anche per i bastardi, non solo per chi a nostro giudizio se li merita, no? E’ un principio fondamentale ma pochissimo applicato.

  9. Mah, dipende. I dossier li prepari in genere su papi, capi di Stato, gente che sta per morire… Non voglio difendere nessuno, penso che tu abbia ragione (e del resto dove lavoro io ovviamente la situazione e’ molto diversa rispetto a un giornale italiano, dove si suppone che almeno le vicende riguardante un personaggio italiano di una certa importanza dovrebbero essere seguite da vicino), pero’ probabilmente nessuno se l’aspettava, sono stati un po’ colti di sorpresa. Non ho seguito poi come i media abbiano trattato la questione, molto spesso in questi casi scrivono cazzate all’inizio, perche’ quello che gli importa e’ dare la notizia piu’ che i dettagli, poi si riprendono, affidano il dossier a qualcuno di preparato, e ci fanno un articolo come si deve. Non so se sia stato fatto, in questo caso, ma e’ una procedura abbastanza diffusa. E’ il giornalismo, baby. Prima la notizia, il piu’ in fretta possibile, poi caso mai se abbiamo tempo diciamo anche la verita’ e facciamo un approfondimento.

    Quanto ai francesi, hai probabilmente ragione, ma siccome si irritano molto facilmente, e’ difficile capire quando lo facciano a ragion veduta o solo perche’ li fa sentire tanto eroici e sessantottini…

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