Io non c'ero

NoVDayMolte persone che conosco, sia personalmente che telepaticamente, sono andate al Vaffanculo Day, e hanno esortato me a fare altrettanto. Non ci sono andato: ho già espresso in passato perplessità riguardo a Beppe Grillo, e col tempo i miei dubbi non hanno fatto altro che aumentare.

Premetto che a mio parere Grillo ha sicuramente dei grossi meriti. Ha parlato più volte di questioni importanti che altrimenti sarebbero rimaste del tutto inosservate, e spesso lo ha fatto molto bene. Basterebbe, credo, la denuncia della situazione Parmalat che ha fatto un anno prima che scoppiasse il famoso scandalo per riconoscergli di aver saputo fare informazione spesso molto meglio dei canali “ufficiali”. Dirò di più: se si limitasse a informare, a sottolineare storture e anomalie, lo sosterrei al 100%. Purtroppo però Grillo non si limita a questo. Grillo propone, e chiede alla gente di sostenere le sue proposte. E qui cominciano i guai, perché sono spesso approssimative, sballate e controproducenti. 

Cercando nel sito di Grillo si trova di tutto. Per esempi, parliamo della semplificazione amministrativa. In molti hanno detto che i comuni italiani sono troppi e spesso troppo piccoli, e che le province sono enti inutili che non hanno ragione di esistere. Ma Grillo va oltre e propone: soppressione delle province e delle comunità montane, istituzione di tre macroregioni di circa 19 milioni di abitanti ciascuna […], accorpamento degli ottomila comuni riducendoli a un centinaio. C’è di che rimanere perplessi. Tre macroregioni? Ma le regioni devono servire a gestire le situazioni locali, come si fa a pensare che una regione che accorpa veneti, piemontesi, lombardi, liguri e così via, possa svolgere meglio il suo compito? Una regione del genere, in un contesto di ampie differenze locali come quello italiano, sarebbe simile a un piccolo stato. E, in effetti, l’idea delle macroregioni era stata proposta in primo luogo dai leghisti come anticamera della secessione del Nord e dello smembramento dell’Italia. Non sembra proprio una buona idea. Quanto al resto, non riesco a vedere alcun buon motivo per la soppressione delle comunità montane. Riguardo alla riduzione del numero dei comuni siamo d’accordo, ma… un centinaio? Non sono un po’ pochi? Diventerebbero grandi come delle province, che sono per l’appunto un centinaio. Ma allora cosa si fa? Si aboliscono le province, e poi le si reintroduce chiamandole comuni? Insomma, in materia di riforme amministrative Grillo fa semplicemente delle chiacchiere da bar sport, per giunta riecheggiando idee care ai leghisti. Non mi pare il caso di dargli retta.

Un altro esempio? La soppressione delle sovvenzioni alla stampa, che a quanto pare potrebbe essere l’obiettivo della prossima legge di iniziativa popolare proposta dai sostenitori di Grillo. Ora, ammetto di essere di parte, in quanto giornalista, ma anche questa a me non sembra proprio una buona idea. Sono il primo a dire che è scandaloso che un paio di deputati possano ottenere fiumi di euro per tenere in piedi i loro giornaletti personale che nessuno legge e servono solo per dare stipendi ai loro portaborse, o che ci siano editori che riescono a scroccare fior di soldi allo Stato grazie a copie stampate e non distribuite o a finti giornali che in realtà contengono solo pubblicità. Ma abolire del tutto le sovvenzioni alla stampa perché ci sono degli imbrogli equivarrebbe a eliminare le pensioni di invalidità perché ci sono i falsi invalidi. La stampa italiana è, per l’appunto, invalida. Nel nostro paese si legge pochissimo, e la rivista media in Italia vende poche migliaia di copie, quando l’equivalente in un’altra nazione europea ne vende decine di migliaia. Sospendere le sovvenzioni significherebbe la morte di numerosissime testate. Ed è piuttosto ingenuo pensare che in questo modo si taglierebbero i rami secchi e rimarrebbero in vita le testate migliori e più libere. Al contrario, sopravviverebbero solo quelle legate a interessi economici ben precisi. Per quanto male si possa pensare della stampa odierna, è tutto da dimostrare che un simile trattamento le farebbe bene.

Venendo poi alle proposte del Vaffanculo Day, avevo già esposto i miei dubbi in un post di parecchio tempo fa. La validità delle mie critiche di allora rimane immutata. C’è poi da aggiungere che la richiesta di tenere fuori dal Parlamento anche chi è stato condannato nel primo grado di giudizio va contro tutta la nostra civiltà giuridica, che vuole l’imputato innocente fino alla condanna definitiva. Come hanno già fatto notare in molti, la proposta di legge è perciò palesemente incostituzionale, e non ha alcuna speranza di diventare esecutiva.

Molti dicono che non bisogna soffermarsi troppo su quello che dice Grillo, che in fondo quello che conta è che ha stimolato la partecipazione politica, e via dicendo. Ma io non sono d’accordo. Credo che un politico (e Grillo, nel momento in cui si fa promotore di proposte di legge, diventa un politico, checché ne dica lui) vada giudicato in base a quello che propone, e non ai sentimenti che veicola. Quelli che dicono “appoggio Grillo anche se non sono d’accordo con tutte le sue proposte, perché quello che ci vuole ora è un cambiamento”, mi ricordano quelli che nel 1994 dicevano la stessa cosa di Berlusconi. All’epoca un sacco di gente diceva che il Cavaliere era quello che ci voleva per spazzare via tutto il vecchio, poi sarebbero arrivati dei politici autentici che avrebbero preso il suo posto. Sappiamo bene com’è finita. Io non me la sento di dare il mio appoggio a qualcuno che fa proposte in tutte le direzioni senza che sia chiaro quello che vuole fare, e intanto ha costruito un movimento politico e punta già a influenzare le prossime elezioni amministrative. Io spero che gli amici del V-day abbiano ragione, e so che la maggior parte di loro appoggia Grillo per ragioni giustissime. Ma io sento puzza di bruciato, e non vorrei un giorno dovermi pentire di aver dato con leggerezza a qualcuno gli strumenti per fare danni.

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6 risposte a “Io non c'ero

  1. D’accordo su tutta la linea.

  2. Io ho paura dei populisti e dei demagoghi, di qualunque colore o provenienza. Grillo non mi e’ mai piaciuto, e non trovo che abbia poi fatto tutta questa controinformazione. Vogliamo fare il confronto con Luttazzi? Ma Luttazzi non smuoverebbe mai le folle perche’ non si prende sul serio e perche’ ha il dono dell’autoironia e il senso delle proporzioni.

    Annafdd

  3. Condivido buona parte dei tuoi commenti. Tuttavia credo anche Grillo non si sia trasformato tutto di un colpo nel grande Satana che i mainstream media – attraverso personaggi di rilievo – non perdono occasione di denigrare. Dicono che Grillo riempie un vuoto. Ma quel vuoto chi l’ha creato? E’ ora che i signori del palazzo smettano di parlare sempre e solo tra di loro in linguaggi incomprensibili. E’ ora che la politica torni per terra e tragga nutrimento da essa. Come diceva Gaber: democrazia è partecipazione. Stando agli ultimi anni pare che democrazia sia esclusione.

    ciao

  4. In ogni caso, se vi interessa, un mio amico di EuroNews l’ha intervistato. Dovrebbe andare in onda da domani sera alle 21.15

  5. annafdd: Ciao Anna, solo ora ho decifrato la tua sigla, benvenuta! Personalmente ho la massima stima di Luttazzi, credo sia uno dei personaggi più intelligenti e creativi della desolante scena italiana. Uno che, quando la gente ha cominciato a trattarlo come un santone alla Grillo, ha chiuso temporaneamente il blog! Non a caso, Santoro e Biagi sono tornati trionfalmente alla RAI, ma lui no, lui riappare molto più tardi, e su LA7. E sono molto curioso di sentire cosa avrà da dire sul Partito Democratico! 🙂

    Bloguerilla: E’ ovvio che il male non è Grillo ma il complesso della politica italiana. Ma io ritengo che l’unico modo di porre rimedio sia di proporre iniziative sensate e realizzabili, e non cercare una palingenesi che non potrà mai realizzarsi, e servirà semmai per dare la copertura ad altri inganni. Quanto agli insulti a Grillo, sicuramente gli sono state mosse anche accuse campate in aria,e anche in cattiva fede. Bisogna dire però che Grillo è il primo che non si accontenta di pronunciare accuse, ma utilizza anche insluti grossolani. In questo somilgia moltissimo a Bossi e agli altri leghisti. Misembra un po’ ipocrita esordire mandando qualcuno affanculo e offendersi quando si viene ripagati con la stessa moneta…

  6. Al solito, proporre e’ piu’ difficile che criticare. Ma la vera pecca del discorso di Grillo, a mio parere, e’ che non sono cosi’ tanti gli italiani che vogliono scendere in politica, come gia’ altre iniziative precedenti hanno dimostrato (i caroselli sono i primi che mi vengono in mente). Purtroppo quelle che sono delle sacrosante esibizioni di incazzatura e di voglia di cambiare, non si trasformano in iniziative politiche, perche’ se agli italiani in questo momento interessasse fare politica, non avrebbero di certo bisogno di Grillo per farlo. Purtroppo, come le quote rosa insegnano, non basta volere che una cosa accada, perche’ questa accada davvero, per quanto “giusta” ed “equa” questa sia.

    Comunque mi complimento con te per la lettura attenta di quello che ha detto Grillo, non molti guardano dietro ai discorsetti che propina (ma non potevo aspettarmi di meno dal presidentissimo!!!!)

    Ciao

    L’Antico (di passaggio, saluti alla moglie!!!)

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