
Il Ministero del Tempo è una branca segreta del governo britannico che, utilizzando una macchina del tempo, ha recuperato da varie epoche passate sette persone che altrimenti sarebbero morte. Ciascuna di loro è stata affidata a un agente del ministero, il cosiddetto “ponte”, che ha il compito di conviverci e facilitarne in ogni modo l’adattamento al tempo presente. Alla protagonista del romanzo viene affidato il tenente Graham Gore, uno dei membri della spedizione Franklin che nel 1845 perirono nell’Artico alla ricerca del Passaggio a Nord Ovest. Mentre Gore si adatta con qualche difficoltà ma anche con entusiasmo a vivere nel nostro tempo, la protagonista deve affrontare la crescente attrazione che prova per il suo protetto, ma anche una serie di indizi che mostrano che qualcosa non quadra all’interno del Ministero…
Confesso che inizialmente non avevo degnato di molta attenzione questo romanzo che, per come veniva presentato, mi sembrava essere una storia romantica in cui il lato fantascientifico era solo un pretesto. Ho deciso di leggerlo solo perché l’autrice Kaliane Bradley prendeva parte a Stranimondi 2025, e mi seccava perdere l’occasione di incontrare una scrittrice di livello internazionale e di farle delle domande sensate sul suo libro.
Così l’ho letto, e non me ne sono affatto pentito. Perché, sì, è verissimo che il romanzo è sostanzialmente una storia romantica; ma il lato fantascientifico non è affatto un pretesto. Anche se rimane sottotraccia per gran parte del romanzo, alla fine emerge una storia piuttosto complessa di intrighi temporali. E anche la parte sentimentale non è affatto priva di contenuto, ma è un modo per parlare in modo insolito di temi importanti come l’eredità del colonialismo.
Mi è piaciuto tutto quanto? Ovviamente ho delle critiche. Per cominciare, mi avrebbe fatto piacere che il viaggio nel tempo fosse trattato in modo un po’ più approfondito e credibile. Qui il suo funzionamento viene dato per scontato e sembra più una magia che una tecnologia, un po’ come in un telefilm di Doctor Who. Poi devo dire che la mia sospensione dell’incredulità ha scricchiolato un po’ vedendo la facilità con cui Gore si adatta a ogni dettaglio dell’era moderna. È vero che si tratta di un giovane uomo che probabilmente è quanto di meglio la sua epoca potesse offrire in termini di adattabilità e intraprendenza. Tuttavia fatico a credere che un uomo dell’Ottocento possa nel giro di pochi mesi imparare a navigare su Internet, a cavalcare una motocicletta, a usare il telefono e la televisione incontrando difficoltà tutto sommato minori, senza avere delle crisi di rigetto.
Tutto sommato, comunque, non ho avuto difficoltà ad appassionarmi a questo libro, e lo consiglio a chiunque non ritenga obbligatoria una scena d’azione ogni capitolo. Aggiungo che l’autrice è molto simpatica e alla mano, tanto che ha addirittura voluto una copia del mio Tecnologie del futuro, e si è pure lasciata fotografare col libro in mano, come vedete qui sotto. Quindi le devo tutta la pubblicità possibile! 😉
