Gioco: Citadels

CitadelsHo finalmente trovato il tempo di provare Citadels, gioco da tavolo ricevuto in regalo qualche tempo fa. È di origine tedesca, e in effetti ha notevoli somiglianze con il classico Puerto Rico: anche qui a ogni turno ciascun giocatore sceglie un ruolo diverso (in questo caso, essendo l’atmosfera fantasy-medioevaleggiante, la scelta è tra assassino, ladro, mago, re, vescovo, mercante, architetto, condottiero). E anche qui lo scopo finale è acquistare un numero di edifici sufficiente a completare la propria città. La meccanica di gioco però è molto più semplice e accessibile, non c’è un tavoliere (solo carte e gettoni-monete), e possono partecipare fino a 7 giocatori. Soprattutto, la scelta del ruolo qui non è palese ma segreta, e buona parte del gioco consiste nell’indovinare la scelta fatta dagli avversari per contrastarla. Può capitare quindi di avere estrema necessità di assumere un ruolo, ma di non poterlo scegliere per la certezza che se lo facessimo saremmo derubati o assassinati prima di sfruttarlo…
Il gioco è decisamente appassionante, dà l’impressione di permettere un notevole livello di strategia e di risultare divertente anche dopo molte partite. L’edizione italiana include anche un’espansione facoltativa che aggiunge nuovi edifici e nuove carte; non l’ho ancora provata.

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Frankenstein musicali

FrankenelvisArrivo in ritardo di oltre un anno, ma scopro solo ora questo album e voglio segnalarlo a tutti. Sto parlando di Ricordi Bastardi, album in formato MP3 che si può scaricare gratuitamente dal web, con tanto di copertina per chi vuole passarlo su CD.Si tratta di 14 brani ottenuti innestando melodie di canzoni italiane d’epoca su tappeti musicali presi dai successi internazionali degli ultimi anni. Il risultato varia dall’ironico allo sconvolgente, spinge a riflettere su quanto possa essere piccola la differenza tra ciò che è di moda e ciò che è datato, ma è soprattutto molto divertente. E ci permette di sognare un mondo  in cui la musica, libera dalle pastoie del copyright, finisca direttamente in mano alla gente per farci quello che vuole. Consiglio l’ascolto: se siete curiosi di sapere come suonerebbero i Radiohead se il loro cantante fosse Nick Luciani dei Cugini di Campagna (sempre falsetto è!), o se i Massive Attack reclutassero il fantasma di Luigi Tenco per il loro prossimo disco, non potete perdervelo.

Il sito include anche uno splendido videogame che prende giustamente per il culo Giorgio Faletti per aver partecipato alla stupida campagna antipirateria del governo (per giunta senza capire un tubo della questione, come la celebre intervista rilasciata alla Stampa ampiamente dimostra). Provatelo! 🙂

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Tu sbagli candeggio?

Punto interrogativoParlamento PulitoTra le varie iniziative del blog di Beppe Grillo (spesso meritorie, quasi sempre interessanti), ce n’è una che ha destato molto interesse ma che mi lascia decisamente perplesso. Si tratta della cosiddetta Parlamento Pulito.
Grillo parte da una constatazione molto scoraggiante: all’interno del nostro Parlamento ci sono ben 23 persone che sono state colpite da una condanna penale definitiva (qui l’elenco completo; va detto che di questi ben 23 ben 20 sonos tati eletti nelle file del centrodestra, anche se alcuni hanno cambiato bandiera, e per la precisione più della metà sono stati eletti nelle file di Forza Italia, partito cui calza a pennello l’aggettivo coniato da Franco Cordero, "criminofilo").
Concordo pienamente con Grillo sul fatto che questo sia un fatto fortemente negativo. Sono meno d’accordo sul rimedio proposto, e cioè vietare tout court la presenza in Parlamento a chi abbia subito una condanna penale definitiva.
I motivi sono sostanzialmente tre:

  • Non ritengo che chiunque abbia commesso un reato sia indegno di sedere in Parlamento. C’è reato e reato. Grillo stesso fornisce un ottimo esempio al riguardo: diversi anni fa è stato condannato per aver causato la morte di alcune persone in un incidente stradale. Certo, la cosa non torna a suo onore, ma chiunque può commettere un errore. Sarebbe un cattivo parlamentare per questo? Non credo proprio. E si potrebbero fare molti esempi. Si potrebbe anche sostenere, a mio avviso a ragione, che le persone cambiano, e che aver commesso un reato a vent’anni non impedisce che tu diventi una degna persona a quaranta.
  • Una legge simile potrebbe causare un ulteriore imbarbarimento della lotta politica. Già oggi assistiamo a un continuo intrecciarsi tra cronaca politica e giudiziaria. Immaginiamo cosa potrebbe succedere se bastasse una condanna a due mesi per qualsivoglia motivo per sbattere fuori qualcuno dal Parlamento? Immaginiamo poi se un futuro governo inventasse qualche reato d’opinione, e con questa scusa tenesse fuori dal Parlamento intere forze politiche… Prima di cambiare una regola, bisogna pensare a come potrebbe essere usata in situazione diverse dall’attuale.
  • Soprattutto non credo che le leggi draconiane servano a qualcosa in questi casi. Se una consistente fetta degli italiani non vede nulla di male nel farsi rappresentare in parlamento da una serie di tangentari, truffatori ed evasori fiscali, non sarà con una legge che li si terrà fuori dal Parlamento. La moralizzazione della vita politica va fatta in profondità, altrimenti ogni legge sarà fatta per essere elusa.

Insomma, teniamoci le attuali leggi sull’interdizione dai pubblici uffici, e teniamo i corrotti fuori dal Parlamento con il voto, e non con una legge ad hoc.

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I bambini del Cairo

Ho aggiunto un altro breve set di fotografie su Flickr, tratto dal mio viaggio in Egitto.

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Progresso regressivo

Auto inquinantePare che si prepari un giro di vite nelle normative europee, e che tra qualche anno sarà obbligatorio circolare con automobili meno inquinanti.
Di per sé può sembrare un’ottima notizia, e forse lo è, come fa notare Soloist.

Però proviamo a vedere la cosa da un altro punto di vista. Che le auto fossero inquinanti lo si sapeva anche vent’anni fa. Si sarebbe potuto imporre già allora alle case automobilistiche di costruire macchine più ecologiche. Ma non lo si è fatto, perché sarebbe stato costoso, e avrebbe fatto perdere clienti all’industria. Si è preferito lasciare che si fabbricassero macchine inquinanti, e poi toglierle di mezzo dopo che sono state vendute.

Il risultato, a ben guardare, è che i costruttori ci guadagnano, visto che le nuove norme stimolano la domanda. I ricchi non sono toccati dal problema, visto che le macchine costose, anche se consumano oceani di benzina, sono in regola con le norme. Chi ci rimette sono solo i poveretti che possiedono un auto obsoleta (incluso il sottoscritto, per inciso!) e che sono costretti a sostituirla in anticipo oppure a sottostare a pesanti limiti alla circolazione. Una perfetta tassa a progressività inversa, in cui i costi del disinquinamento vengono sostenuti dalle fasce più deboli. Ho l’impressione è che la società di oggi funzioni così a ogni livello. I problemi vengono lasciati marcire, e quando scoppia l’emergenza a pagare è sempre chi sta in basso…

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Film: Zucker… come diventare ebreo in sette giorni

Alles auf Zucker!Jackie Zucker è un ex-giornalista sportivo della DDR, che dopo il crollo del Muro sbarca il lunario gestendo un night club equivoco e giocando a biliardo. I figli non sopportano più la sua cialtroneria, la moglie vuole il divorzio, i creditori gli stanno alle costole. All’improvviso gli giunge una notizia: la madre, fuggita all’Ovest quarant’anni prima con il figlio maggiore, è morta e gli ha lasciato un’eredità che potrebbe toglierlo dai guai… a condizione che si riconcilii col fratello, un ebreo tanto ortodosso quanto lui è ateo e gaudente.
Ha destato molta sensazione il fatto che "Alles auf Zucker!" sia il primo film tedesco del dopoguerra che si permette di rappresentare gli ebrei in moto ironico e critico; ma, a sessant’anni e passa dalla caduta di Berlino, non credo ci sia da meravigliarsene, né tantomeno da scandalizzarsi. Il regista David Levy mette molta carne al fuoco, forse troppa, sovrapponendo al sotterraneo conflitto est-ovest che percorre la Germania odierna quello tra religione e modernità. Ma riesce a non cadere nelle trappole del didascalismo, e a costruire un film equilibrato, che non cerca di impartire facili lezioni, e nemmeno di inseguire la gag a ogni costo, ma vuole sopratutto raccontare una storia, a tratti davvero molto divertente.
"Zucker!" non è un film riuscito come "Goodbye, Lenin!" (al quale peraltro assomiglia non poco, per il modo in cui da una storia inizialmente farsesca e sconclusionata emergono gradualmente dal passato elementi anche drammatici). Verso il finale la trama tende a sfilacciarsi un po’, la storia di alcuni personaggi risulta un po’ confusa e improbabile, e, soprattutto, il finale non è pirotecnico come l’inizio lasciava sperare. Ma vale sicuramente la pena di vederlo, per ridere di gusto e per godere di un cinema impegnato ma dal tocco leggero, molto diverso dalla plumbea seriosità che ci si aspetta dai tedeschi.

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Fortunato il paese che non ha bisogno…

Sul dizionario De Mauro trovo le seguenti definizioni:

Eroe
1 TS mitol., nel mito classico, semidio dotato di eccezionali virtù e autore di gesta prodigiose
2a FO estens., chi dà prova di straordinario coraggio e generosità; chi si sacrifica per un ideale

Mercenario
1 agg., s.m., che, chi lavora alle dipendenze altrui in cambio di un compenso in denaro | agg., che è eseguito o compiuto dietro compenso
2 agg., s.m., che, chi esercita il mestiere delle armi per professione al servizio di uno stato straniero o di gruppi politici o economici


Io regalerei a Gianfranco Fini,
Magdi Allam, e agli altri polemizzatori di questi giorni, un bel vocabolario di italiano, perché mi sembra che di tale lingua non abbiano sufficiente conoscenza…

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Il cruciverba dei destini incrociati

Holly GramazioLa mia giovane, bellissima e geniale amica australiana Holly Gramazio sta portando avanti un interessantissimo progetto per la sua tesi di laurea in scrittura creativa. Si tratta di una serie di 41 racconti che verranno pubblicati sul web al ritmo di due la settimana. La cosa interessante è che ciascun racconto costituisce anche una definizione per uno schema di parole crociate!
E’ vero che dopo "Il castello dei destini incrociati" è difficile scrivere un qualsiasi tentativo di letteratura combinatoria che non sembri già visto. Eppure qualcosa mi dice che a Calvino l’idea di associare la lettura di un racconto alla soluzione di un enigma esterno al racconto stesso non sarebbe affatto dispiaciuta. E i racconti, cosa non trascurabile, sono intriganti e ben scritti.
Li potete leggere su 16 Across, e magari cercare di essere i primi a risolvere il cruciverba.

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Dove Sile e Cagnan s'accompagna

Ho inserito su Flickr alcune foto scattate a Treviso.

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Si parte!

Ebbene sì. Lo dicevo da più di due anni, e ho aperto questa template da più di sei mesi. Adesso, finalmente, questo blog comincia sul serio. E comincia così, senza preamboli. Come prima cosa ci metto una recensione. I discorsi alati, semmai, si faranno dopo. Benvenuti e buona lettura!

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