Archivi del mese: Ottobre 2007

Free Burma!

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"Solo" 17 anni

Leggo che c’è chi dice che l’ex brigatista arrestato a Siena per rapina abbia ricevuto i benefici troppo presto, dopo "solo" 17 anni. Sinceramente mi sembrano dichiarazioni prive di senso. diciassette anni sono un periodo di tempo lunghissimo, in particolare se privati della libertà. Non ha senso dire che sono troppo pochi: se una persona non cambia in 17 anni, allora non sono sufficienti neppure 25 o 50.
Bisognerebbe capire una volta per tutte che, se si parte dal principio che la pena deve riabilitare il condannato, allora bisogna concedergli una possibilità dopo un ragionevole periodo di buona condotta. E, se si decide che questa possibilità va concessa, allora ci saranno sempre dei casi in cui la fiducia si rivela malriposta. I magistrati non possono entrare nella testa delle persone, non si può evitare che un carcerato che all’interno del carcere si è comportata bene decida ditornare a delinquere una volta fuori. E’ semplicemente un rischio che bisogna correre e accettare, se si vuole dare ai condannati la possibilità di redimersi.
Oppure decidiamo che non vogliamo fidarci, e che non ci devono essere benefici e sconti di pena per nessuno. Ma allora diciamolo chiaramente, ed evitiamo questi discorsi del troppo e del poco, che non hanno alcun senso.

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I am back to save the universe

RadioheadFino a ieri la notizia era: i Radiohead stanno registrando un album senza avere un contratto con una casa discografica. Oggi la notizia è che continueranno a farne a meno.
Chi si reca sul sito della band può prenotarsi per ottenere il disco direttamente, secondo due modalità alternative.
Se siete dei fan sfegatati o degli audiofili persi, pagando circa 58 € si ottiene il diritto a scaricare i file del nuovo album, e a ricevere successivamente a casa, tra un paio di mesi, il cosiddetto discbox, cioè una confezione contenente il CD-Audio del nuovo album, un secondo CD-Audio contenente altri brani inediti e immagini, e una seconda versione dell’album su doppio vinile.
Ma ora viene il bello. Se vi accontentate di scaricare i file dal sito, potete farlo al modico costo di… quello che volete. Proprio così, l’offerta è libera. Potete remunerare l’artista con la cifra che potete permettervi e vi sembra opportuna.
A me questa sembra una mossa rivoluzionaria, ben al di là degli incerti tentativi di autopromozione o marketing virale portati avanti da altri musicisti. Qui i Radiohead stanno dicendo, senza possibilità di equivoco, che la loro musica è di tutti, che chiunque può usufruirne senza problemi. E c’è da scommettere che sarà una mossa vincente e che tra contributi liberi, discbox e concerti incasseranno molto più di quanto avrebbero ottenuto affidandosi alla distribuzione di una casa discografica, piccola o grande che sia. Poi dicono che i musicisti rock non possono cambiare il mondo.
(Unico neo: non hanno indicato in che formato saranno i file da scaricare. Ma scommetto che ci sarà ampia scelta.)

Qualche giorno fa ho intervistato al telefono un vecchio arnese del rock’n’roll come Francis Rossi degli Status Quo. Mi ha detto: “Se le case discografiche sono in declino è perché hanno guadagnato troppi soldi. Gira troppo denaro, c’è gente che pretende di girare il mondo in jet e trovare ad aspettarlo in ogni città il suo cibo preferito, il suo drink preferito e una prostituta a disposizione. Mentre i giovani artisti hanno sempre meno occasioni. È necessario trovare un diverso equilibrio.” Come dirlo meglio?

(Questo post l’avevo scritto per Macchianera, solo che un problema tecnico mi ha impedito di inviarlo laggiù. Ora l’ho fatto, in maniera leggermente più meditata.)

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