Oggi, sia il Corriere, sia La Repubblica pubblicano la notizia dell’apertura di una scuola araba a Milano, con relative proteste della Lega che teme, poverina, che sia un luogo dove si insegna ai bambini "un Islam violento". I due articoli sono talmente simili che è probabile che siano stati ricopiati dalla stessa notizia d’agenzia. Ambedue riportano che la scuola è dedicata "al filosofo arabo Nagib Mhalfuz". Non troverete questo nome inserendolo su Google, perché la grafia è sbagliata, qualunque metodo di traslitterazione si usi. Trovereste invece Najib o Naguib Mahfouz, che non è affatto un filosofo. E’ invece il più noto scrittore egiziano, vincitore del premio Nobel per la letteratura. E non solo: uno scrittore progressista, a lungo impossibilitato a pubblicare nel proprio paese, tanto odiato dai fondamentalisti islamici che uno di loro lo accoltellò e quasi riuscì a togliergli la vita.
Dunque, riassumiamo. Con il patrocinio del consolato egiziano, viene aperta a Milano una scuola araba. Non una scuola islamica, ma una scuola in lingua araba, così come ce ne sono in lingua inglese, francese, tedesca. La scuola viene intitolata a uno dei più illustri nemici del fondamentalismo islamico. Ciònonostante, i leghisti sbraitano come se si trattasse di una scuola per terroristi, con accenti degni del peggior razzismo. E cosa fanno i due maggiori quotidiani italiani? Non si accorgono neppure di chi si sta parlando. Sbagliano il nome, lo confondono con qualcun altro. Per loro, è il caso di dirlo, è arabo. All’ignoranza aggressiva dei pochi si aggiunge come un macigno l’ignoranza noncurante di chi avrebbe il dovere di informare. Mi pare una perfetta metafora della situazione generale.
Parole come pietre
"Basta che uno sia stronzo, volgare, insulti la gente e spari cazzate razziste e qualunquiste e subito troverà legioni di persone disposte a difenderlo citando Voltaire."
La frase di cui sopra l’ha detta mia moglie. Ma la cito tra virgolette perché è una grande, triste verità.
Stiamo lavorando per voi…
Film: Cars – motori ruggenti
[LAVORI IN CORSO]
Film C.R.A.Z.Y.
Dal modo in cui questo film è pubblicizzato, si potrebbe pensare che sia in un film sugli anni Settanta. In parte lo è: l’epoca è quella ci sono la musica, l’androginia, la droga, e i vari miti del periodo. Però C.R.A.Z.Y. non è (o non riesce a essere) un film su un’epoca, ed è essenzialmente una storia di rapporti interpersonali in una famiglia turbata dalla dipendenza dalla droga del primogenito Ramon e dalla bisessualità di Zachary, penultimogenito e protagonista del film. Il "non essere fino in fondo" è purtroppo una delle cifre stilistiche di questo film: basti pensare che il titolo rimanda, oltre che a una canzone di Patsy Cline, alle iniziali dei cinque fratelli; ma poi il film si occupa solo di due di loro, lasciando gli altri tre nell’ombra. Oppure che uno dei temi centrali sono i poteri taumaturgici del protagonista, che a seconda dei momenti sembrano esistere o non esistere, senza che mai si pervenga a una conclusione.
Il film comincia piuttosto bene creando un’atmosfera magico-umoristica, ma questa si perde gradatamente fino a sfociare in un drammone familiare a forti tinte (ed è la parte più debole, che lo fa sembrare decisamente troppo lungo). Non mancano belle scene, personaggi ben caratterizzati, momenti azzeccati, ma la tentazione di dire troppe cose finisce per lasciare una sensazione di inconcludenza.
Un paese moderno
In questo momento mi trovo nella hall dell’hotel Crowne Plaza di Malpensa, dove devo pernottare perché domani mattina prima dell’alba devo fare il check-in in aeroporto per un viaggio di lavoro. L’hotel è stato costruito pochi mesi fa e, nella pubblicità, si vanta di essere un luogo supermoderno per businessmen e congressmen. Però quando gli ho chiesto se era possibile avere un computer con Office e una porta USB, mi hanno guardato come se gli avessi chiesto se per colazione potevano servirmi delle lingue di iguana, però cucinate alla maniera vietnamita, mi raccomando. Meno male che poi il computer c’era. Aggiungo che per telefonare bisogna uscire in cortile, perché all’interno dell’edificio non c’è campo alcuno. E non c’è nemmeno un bancomat.
Sul computer ho fatto una scoperta interessante. Nella cronologia, il primo della lettera "a" è www.accompagnatricionline.com, il primo della "b" è www.bacididonna.com, il primo della "c" è www.cercoamicivip.com, e così via.
Un vero specchio del paese.
Questo avrei voluto scriverlo io!
Vi capita mai di leggere qualcosa con cui siete talmente d’accordo da chiedervi: "perché non l’ho scritta io"?
A me è capitato con questo post di The Petunias.
Inquietanti coincidenze
Stamattina prima di andare in ufficio ho preso con me Un Oscuro Scrutare di Philip K. Dick, che riposava su uno scaffale da almeno due anni, con l’intenzione di cominciare a leggerlo.
Mentre, in metropolitana, leggevo il primo capitolo, un tizio ha attirato la mia attenzione nonostante il vagone fosse affollato: indossava una maglietta nera sulla quale erano affiancati un teschio e uno smiley.
Mi sono incuriosito e, arrivato alla mia fermata, gli sono passato accanto e mi sono voltato a leggere la scritta.
Diceva: "Io sono vivo – e voi siete morti".
Aggiornamento vacanze
Eccomi qui, non è proprio un vero post, dato che non sono riuscito a trovare un computer su cui scribacchiare non a pagamento, ma almeno vi aggiorno. Sono in Sicilia, per la precisione faccio base a Noto (SR). Il tempo è sempre splendido, ho visitato diverse località dei dintorni (Modica, Ragusa, Marzamemi, la Valle dei Templi), e ho fatto una serie di pasti luculliani sui quali vi ragguaglierò in seguito. A guardare lo specchio sembra che sia miracolosamente riuscito a non ingrassare ulteriormente, ma attento con ansia il responso della bilancia. Comunque mi diverto alla grande, e così spero di voi. Ci sentiamo tra qualche giorno per un resoconto completo.
Vacanze
Ebbene sì, me ne vado in vacanza per due settimane.
Potrei dire che per questo motivo non aggiornerò il blog, ma sarebbe un falso, visto che negli ultimi tempi l’ho aggiornato ben poco. E potrebbe persino capitare che mi venga la voglia e abbia la possibilità di scrivere qualcosa qu tra un bagno e l’altro.
In ognic aso, a Ferragosto sarò di ritorno. E, credo, con un po’ più di tempo per scrivere (ma non contateci).
Buon agosto a chi parte e a chi resta.
