Ritorno al futuro: 1

Gli orrori di OmegaLeggendo di quegli imbecilli che, non contenti di avere violato tutte le norme del codice della strada, hanno spontaneamente inviato le prove su YouTube in modo da farsi denunciare, mi è venuto in mente un romanzo del mai abbastanza compianto Robert Sheckley. Si tratta di The Status Civilization (in italiano Gli orrori di Omega), un libro che sotto la scorza avventurosa e divertente si rivela sorprendentemente attuale. In esso gli abitanti della Terra sono condizionati ad autodenunciarsi spontaneamente quando commettono un crimine, e persino quando potrebbero averlo commesso. Mi pare che siamo riusciti a raggiungere un risultato simile, se la gente non vede l’ora di commettere qualche malefatta per poi rendere pubblico il filmato.

Ho pensato che YouTube potrebbe essere facilmente trasformata in un’esca per liberarsi di tutti gli imbecilli della Terra. Il guaio è che questo mi ha fatto venire in mente un altro romanzo di fantascienza, Ristorante al termine dell’universo di Douglas Adams, in cui gli abitanti del pianeta Golgafrinch utilizzano un trucco simile per attirare altrove tutti gli idioti e la gentucola. E ci riescono perfettamente. Poi vivono tranquilli finché la mancanza di idioti disposti a fare lavori stupidi ma indispensabili causa un’epidemia di massa che li stermina. Gli idioti, invece sopravvivono tranquillamente e colonizzano un pianeta. Quel pianeta è la Terra.

Ecco il problema di essere appassionati di fantascienza. Vedi subito gli svantaggi di qualsiasi idea apparentemente buona.

Tagged è pessimo

TaggedQualche giorno fa ho ricevuto da un notissimo blogger l’e-mail che vedete in figura. Non avevo mai sentito parlare delsito Tagged, ma proprio per questo mi sono detto: "Evviva, sono stato invitato in qualche esclusivo circolo di blogger! E’ la via per la celebrità."
Passato il primo momento, però, ho trovato sospetto che il blogger in questione, pur avendomi scritto il giorno prima, non mi avesse accennato della cosa. E ho preferito aspettare prima di fare clic.
Ho fatto bene. Il giorno dopo lo stesso blogger spiegava come l’e-mail fosse stata generata in modo truffaldino. Pare che questo blog vi chieda la password del vostro account di Google Mail e, se gliela date, ne approfitti per spammare tutte le persone sul vostro indirizzario senza chiedervi il permesso.
Tutto questo per dirvi:

  1. Non cliccate sulle e-mail ricevute da Tagged
  2. Non usatelo, perché un servizio che si fa pubblicità così non vi merita.

BAGNASCO VERGOGNA!

BAGNASCO VERGOGNA!Questa è la scritta apparsa sul portone della cattedrale di Genova. Ed è una scritta sacrosanta. Perché il presidente della CEI,dopo le sue dichiarazioni che paragonano gli omosessuali conviventi ai pedofili, poi smentite senza smentirle, dovrebbe vergognarsi, punto. "Vergogna!" è quello che avrebbe dovuto rispondergli qualunque politico o giornalista degno di questo nome. Invece silenzio, prudenza, comprensione, anche da parte di coloro da cui sarebbe più che lecito aspettarsi una reazione. E allora ben venga la scritta.
La cosa più allucinante però è stata la reazione. Allarme poliziesco, come se dire a qualcuno di vergognarsi implicasse minacce di violenza. E quasi universale deplorazione, come se criticare un prete fosse delitto di lesa maestà. Io dico: i preti imparino a rispettare la gente, se vogliono essere rispettati. Per quanto mi riguarda, dire "Bagnasco vergogna!" è il minimo. Anzi, bisognerebbe farci un banner.

Webcomic: Wondermark

VondermarkTitolo e link: Wondermark
Autore: David Malki !

Lingua: Inglese
Tipologia:
Nonsense, umorismo nero
Formato:
Strip di tre vignette
Colore o b/n:
Bianco e nero
Cadenza:
Due volte la settimana
Continuità:
Vignette singole
Gergalità:
Scarsa, poco o nessun testo
Elementi fantastici:
Alcuni
Violenza: Non esplicita
Autoreferenzialità:
Nessuna
Archivio:
L’intero corpo del fumetto è disponibile online
Giudizio:
(7)

Quessto è forse il più insolito dei webcomic che finora ho recensito. Infatti non è disegnato, ma realizzato usndo immagini tratta da stampe del XIX secolo collezionate dall’autore, sulle quali vengono applicati dei fumetti del tutto anacronistici e stranianti. L’umorismo varia tra il puro nonsense e il nero, e in effetti risulta spesso molto simile a quello di Red Meat, altro fumetto che sfrutta il contrasto tra figure immobili e apparentemente irreprensibili e fumetti folli e perversi. Non avendo personaggi fissi, però, Wondermark è meno ripetitivo. Alcune volte mi ha strappato delle risate omeriche, anche se altrettante volte l’umorismo è risultato troppo cerebrale anche per i miei gusti contorti. Comunque sia sfido chiunque a non ridere per le tre striscie che fornisco come esempio.

Esempio Esempio Esempio

Terrorismo, giustizialismo e cattivo giornalismo

Cesare BattistiOggi è stato arrestato lo scrittore ed ex-terrorista Cesare Battisti. Se non vi ricordate chi è, leggendo sia il Corriere, sia la Repubblica, troverete scritto che "è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise e d’appello di Milano per aver personalmente ucciso il gioielliere Torreggiani, ferito suo figlio oggi paraplegico, per l’omicidio di un maresciallo degli agenti di custodia, Santoro, e di un agente della Digos, Campagna".
Fa specie innanzitutto notare che il testo è quasi identico su ambedue i quotidiani on-line, i quali si rifanno probabilmente alla stessa fonte, probabilmente un comunicato ANSA. Ma il punto è un altro, e cioè che alcune di queste affermazioni NON SONO VERE. Come si può verificare facilmente anche in rete, per esempio consultando Wikipedia, Battisti non fu condannato per aver personalmente ucciso Torreggiani, ma solo per essere l’ideatore dell’omicidio, che fu eseguito materialmente da altri. Quanto al figlio, fu addirittura vittima dei proiettili sparati dallo stesso Torreggiani.
Dettagli, dirà qualcuno, Battisti è stato conndannato per tanti reati, che differenza fa uno in più o uno in meno? Ma non è così. Battisti non ha mai negato di essere stato membro dei Proletari Armati per il Comunismo, né se n’è mai dissociato. Ha però sostenuto che gli sono stati attribuiti reati commessi da altri, mentre veniva processato in contumacia, unicamente in base a testimonianze prive di sufficienti riscontri. All’epoca in cui fu concessa l’estradizione, ci furono roventi polemiche riguardo al fatto che le riscostruzioni pubblicate da alcuni quotidiani attribuivano a Battisti l’esecuzione materiale di delitti ben al di là delle risultanze processuali. Ed è sconfortante vedere come tali polemiche siano serviti a meno che niente, visto che i principali quotidiani italiani, quando si tratta di spiegare ai lettori chi sia Battisti, non trovano di meglio che riportare ambedue lo stesso testo scorretto e fazioso.
All’epoca dell’estradizione non firmai la petizione a favore di Battisti. Anche se è sicuramente vero che fu condannato in modo discutibile e poco ortodosso, si tratta comunque di un membro di un’organizzazione terroristica che ha commesso crimini particolarmente odiosi, da cui non si è mai dissociato, e che si è sottratto alla giustizia con un’evasione. Mi ripugnava, quindi, dargli una mano. Tuttavia ora mi pento di non averlo fatto. Se questo è un esempio della superficialità con cui è stato giudicato colpevole, allora davvero nulla di buono potrà venire dal suo forzato rientro in Italia.

Renato CurcioColgo l’occasione per occuparmi di un altro evento riguardante il tema degli ex-terroristi. Ieri Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse, mentre stava presentando un suo libro intitolato Il carcere speciale a Napoli nel corso di una fiera, è stato contestato da alcuni esponenti locali di AN che volevano impedirgli di parlare e invocavano per lui il carcere a vita.
Sinceramente mi pare che l’episodio non abbia giustificazioni. Ho avuto occasione di leggere il primo libro di Curcio, L’Azienda Totale, e si tratta di uno studio serio, che non ha nulla a che vedere con il terrorismo. Curcio ha scontato fino in fondo la sua pena, una ventina d’anni di carcere, che non sono pochi. E’ vero, non si è dissociato dal terrorismo, ma questi sono affari suoi. L’autocritica obbligata è propria del maoismo, non di una democrazia. Una persona che ha pagato il suo debito con la società dovrebbe essere considerata riabilitata e libera di fare ciò che più le piace, incluso esprimere la propria opinione e scrivere libri. Certo, ci sono considerazioni di opportunità e di rispetto per le vittime, ma non è questo il caso di Curcio, che non va in televisione a raccontare come ha ammazzato qualcuno, e non va esaltando la propria esperienza di terrorista. Si occupa d’altro, scrivendo libri. Penso che ne abbia il diritto, e che tentare di impedirlgielo sia un gestom né più né meno, fascista.

In memoria: Osvaldo Cavandoli

La lineaPochi giorni fa ci ha lasciato Osvaldo Cavandoli, inventore di La Linea. Ho un ricordo nitidissimo del suo cartone animato che risale a quando ero bambino. Credo che La Linea si avvicini quanto più possibile per un cartone animato alla perfezione. E’ assolutamente essenziale: in bianco e nero, sonoro onomatopeico, tratto limitato a pochi segni, Eppure basta guardarlo una volta e non te lo dimentichi più. Sono storie che anche un bambino può apprezzare (e io le apprezzavo quando avevo tre anni), eppure profondissime, credo si possano chiamare metafisiche. La lotta di questo omino che esce da una linea retta e si ribella contro la mano del suo creatore-disegnatore è qualcosa in cui chiunque, all’istante, può riconoscersi.
La cosa più sorprendente è che La Linea nacque come spot pubblicitario delle pentole Lagostina. E ci parla di un’epoca in cui qualcosa di così bello e perfetto poteva nascere da un intento commerciale. Ci parla di un’epoca in cui si credeva ancora che modernità e creativita potessero andare di pari passo. Di cui ormai ci siamo completamente dimenticati.

Cucina: Risotto rosa alla Vanamonde

Ebbene sì, nel week-end mi è venuta voglia di creare una ricetta da zero. In realtà non è proprio da zero, visto che ho preso elementi da almeno altre tre ricette già note. Però credo sia la prima volta che mi viene in mente un accostamento culinario "in astratto" e che riesco a realizzarlo in concreto.

Ingredienti per tre persone: 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 scalogno, 2 cucchiai d’olio d’oliva, 200 g di gamberetti sgusciati, 250 g di riso per risotti (io ho usato Carnaroli), vino bianco secco, brodo vegetale (va benissimo il granulare), 1 noce di burro, 200 g di fragole, 100 g di robiola, pepe rosa.

Svolgimento: tritate abbastanza finemente scalogno, sedano e carota, e fateli appassire nell’olio sul fondo di una risottiera o altra pentola adatta (io ho scoperto che per i risotti i wok dell’Ikea vano benone). Aggiungete i gamberetti (se sono surgelati fateli prima scongelare bene) e lasciateli insaporire nel soffritto per qualche minuto. Aggiungete il riso, fatelo tostare per un minuto alzando la fiamma, spruzzate generosamente di vino bianco, e lasciate sfumare. Continuate aggiungendo mestoli di brodo fino a portare a cottura. Nel frattempo, lavate le fragole, tagliatele a pezzetti, e passatele per qualche minuto in un pentolino antiaderente con la noce di burro, fino a quando non emetteranno un sugo rosa. A termine cottura, spegnete il fuoco, unite al risotto le fragole e la robiola e mantecate delicatamente. Lasciate riposare qualche minuto, decorate col pepe rosa un po’ pestato, e serivte.

La mia idea di base era di unire fragole e gamberetti in un risotto. Ho deciso che la base ai gamberetti doveva fare un po’ di contrasto con le fragole, quindi ho scelto il soffritto con olio d’oliva e verdure; però ho messo scalogno invece di cipolla, per non esagerare. Per il brodo, quello di carne non c’entrava nulla, ma temevo che anche del fumetto di pesce avrebbe contrastato troppo con le fragole, quindi ho scelto un neutro brodo vegetale. I dubbi più grossi li ho avuti con il formaggio, che temevo uccidesse il sapore dei gamberetti, ma dopo ripetuti assaggi ho deciso di aggiungere la robiola, e ho constatato che è utilissima per legare tra loro i due sapori (forse la prossima volta ne metterò un po’ meno). Ero in dubbio anche sul pepe rosa, che volevo soprattutto come decorazione coloristica, ma devo dire che, perlomeno al mio palato, non risulta estraneo e, anzi, dà un tocco di esotismo al tutto.
Il risultato è stato più che soddifacente. Purtroppo non ho potuto fotografarlo: non riuscivo a trovare l’alimentatore della fotocamera, e la fame ha avuto la meglio. Buon appetito a chiunque volesse provarla!